Campagne roventi


Parte 1

E' quasi il tramonto. Il gruppetto si allunga come una biscia nera sottile lungo il confine di un campo di grano già raccolto. Siamo in salita, vento blu arriva dall'Appennino, il paese di Mombaroccio si illumina di luci arancioni. Ecco che entra in scena un pilota, a bordo di una punto nera. Ci insegue a gran velocità, per fortuna il rumore è forte e ce ne accorgiamo in tempo. Il fatto è che siamo nel suo campo, e lui non vuole. Questa è l'ultima scena vista con la luce del sole, le ultime gesta umane del giorno. Poi ci addentriamo, torce alla mano, nella boscaglia. Tra rovi, ornielli, querce, ortiche e sambuchi si intravedono i fari accesi di Schumacher.

Parte 2

Neanche un chilometro all'interno dell'Adriatico, in una valle che separa i colli di Pesaro da quelli di Fano c'è un lago. Tra i canneti, i pioppi neri e gli equiseti cento uccelli di tutti i colori volano indisturbati. Mentre ci passo, verso le due di un pomeriggio di luglio, per il consueto sopralluogo, non posso non notare che qualcuno ha tagliato l'erba ed ha sbancato con la ruspa il fosso, desertificando la vegetazione. Poco oltre scopro da un vicino del lago che lì non si può più passare. Il padrone non vuole, ci sono anche due adolescenti vigilantes che pattugliano con la loro panda vedetta le sponde. Maledico il padrone.

In seguito scopro che l'uomo è già stato colpito dalla malasorte, mi pento, e me ne vado sulle cime dei colli. Uno si aspetta i lutti con la nebbia e la pioggia, non sotto il sole cocente.